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2.4mR: la Ferrari a vela
Il 2.4mR in Italia è stato introdotto da Marco Turbiglio, velista famoso per genialità e padronanza della tecnica velica, ed oggi è composta da 77 imbarcazioni dislocate in ogni parte d`Italia. Gli atleti sono costituiti in Associazione di Classe e affiliati alla Federazione Italiana Vela.

Pur vedendo la partecipazione di atleti con disabilità motorie, le classifiche delle regate non presentano differenziazioni tra i velisti, come tra uomini e donne che regatano.

L`equipaggio è composto da una sola persona. Il timoniere non è seduto sui bordi dell`imbarcazione ma su un apposito sedile - fissato nel pozzetto e rivolto verso prua - montato su binari: è possibile spostarlo avanti o indietro, per modificare l`assetto dell`imbarcazione. Il timoniere manovra solo con le mani.

Il timone è comandato da una pedaliera oppure da una leva che lavora orizzontalmente.

Il timoniere, quindi, non deve spostarsi fuori bordo per bilanciare la barca sotto raffica, perché lo sbandamento viene compensato dalla zavorra (circa 180 Kg.) posta nella chiglia della barca.

Armata `a sloop` con randa e fiocco, il 2.4 ha l`albero regolato da sartie con un ordine di crocette che lavorano su un piano trasversale, strallo di prua e paterazzo di poppa.

Nella stazza è prevista la possibilità di usare lo spinnaker, non consentito però in regata.

L`attrezzatura è composta da rotaie e barber per il punto di scotta del fiocco, carrello di scotta per la randa, regolazioni per drizza e cunningham del fiocco, tesa-base della randa, vang e caricabasso. È possibile effettuare regolazioni di estrema finezza nella massima tranquillità e l`imbarcazione reagisce con molta sensibilità in tutte le andature.

Una vela modernissima, insomma, dalle prestazioni tecniche notevoli, inaffondabile, facile da trasportare e da mettere in acqua.

Quello che ha reso famosa nel mondo della vela questa piccola imbarcazione, è la possibilità di veder regatare atleti normodotati e atleti disabili alla pari, senza speciali classifiche che rilevino tale `differenza` perché, proprio per le peculiarità del 2.4, persone con disabilità motorie possono accedere a tale sport con le stesse possibilità di un atleta che non presenti alcun problema.

Ciò non toglie una adeguata preparazione fisica come in tutti gli sport agonistici ma, prevalenti, risultano essere intuizione e conoscenza della tecnica.

Il 2.4 mR più diffuso è il Norlin Mark III. Ecco le sue caratteristiche:

Lunghezza scafo 4,182 m
Lunghezza al galleggiante 2,978 m
Larghezza 0,720 m
Dislocamento 259 kg
Superficie velica 7,39 mq

Le differenze restano sulla banchina.

Le osservazioni del Segretario di Classe Francesca Spedicato.

Il 2.4mR in Italia è stato introdotto da Marco Turbiglio, velista famoso per genialità e padronanza della tecnica velica, ed oggi è composta da 77 imbarcazioni dislocate in ogni parte d`Italia.

È costituita in Associazione di Classe ed è affiliata alla Fiv, la Federazione Italiana Vela così come i suoi associati. Pur vedendo la partecipazione di atleti con disabilità motorie, le classifiche delle regate non presentano differenziazioni tra velisti normodotati e non, come tra uomini e donne che regatano: non ci sono speciali classifiche che rilevino tale `differenza`.

Il 2.4 è un`imbarcazione modernissima, dalle prestazioni tecniche notevoli, inaffondabile, facile da trasportare e da mettere in acqua e, proprio per le sue caratteristiche, persone con disabilità motorie possono accedere a tale sport con le stesse possibilità di un atleta che non presenti alcun problema.

Ciò non toglie un`adeguata preparazione fisica come in tutti gli sport agonistici ma, prevalenti, risultano essere intuizione e conoscenza della tecnica.

Ho avuto modo, prima da regatante poi da Segretario di Classe, di rilevare alcune anomalie nell`approccio, tipicamente italiano, a questa imbarcazione.

Innanzitutto ci tengo a precisare che una regata di 2.4 non si colloca in un evento sociale ma in un evento sportivo. Puramente sportivo.

Il 2.4 non è, come già detto, un`imbarcazione per disabili. Classificarla come tale porta un danno agli atleti, normodotati e non, che con grandi sacrifici hanno scelto questa imbarcazione proprio perché annulla ogni `etichetta` e lascia a terra, sulla banchina, le differenze e rende in mare giustizia all`intelligenza e alla genialità del singolo, esaltandone le doti individuali. Questa è la vela. Questo è lo sport che a tutti impone sacrifici ma che premia con qualcosa che pochi sport conoscono: sentirsi liberi da tutto e da tutti. Poter dire del risultato ottenuto: è dipeso solo da me.

Molte associazioni hanno investito - o intendono investire - in azioni di solidarietà a favore di disabili, ma la filosofia utilizzata nuoce profondamente allo sport e non aiuta il disabile ad emanciparsi, forzandolo ancora nell`idea di un soggetto debole anche dove tale non è.

La vela è uno sport che esalta l`individualità e l`autonomia e aderire, in qualche modo, all`emancipazione di una persona che presenta difficoltà vuol dire aiutarlo a partecipare a regate, sponsorizzarlo, contribuire a che acquisti un imbarcazione - la sua imbarcazione - un carrello per trasportarla, farlo accedere a corsi di vela per renderlo competitivo e non per fargli fare il giretto in acqua gratificando unicamente il buon cuore dell`associazione di turno, educare e formare il carattere a un`autonomia e non alla logica del `tutto mi è dovuto`.

Non scrivo di un divenire, scrivo la storia di molti atleti della Classe che, senza associazioni benefiche e con grandi sacrifici, hanno realizzato il massimo sogno: essere un atleta a tutti gli effetti ed essere riconosciuti per questo e non per le disabilità più o meno evidenti.

Il 2.4mR non può risolvere problemi sociali, questo deve essere chiaro a tutti, e impone che le logiche culturali e sociali, tipicamente nostrane, non inquinino una Classe che è nata per far sport. Solo ed esclusivamente per fare dello sport.

Non permetterò più che un atleta della Classe 2.4mR mi dica che, durante un match race incrociando una grossa imbarcazione, presumibilmente di cafonauti, senta dire… «Ecco vedi? Quella è la barchina degli handicappati…».
Mi sento onorata dell`incarico affidatomi e ho come obiettivo quello di difendere il primato dell`uguaglianza che ogni evento sportivo esprime.

Quello che promuovo è la passione per la vela, attraverso il 2.4. Il piccolo yacht dal grande cuore.

Francesca Spedicato
Segretario di Classe 2.4 - Federazione Italiana Vela

Riferimenti:
Sito ufficiale della classe
Circolo velico Portodimare
Uguali nel vento
Mailing List di appassionati del 2.4
United States 2.4mR/N3 Class Association
Superabile.it, la fonte degli articoli



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Segnalato da Sergio | | data: 2003-03-31 00:01:01



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Saturday, September 04, 2010


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