The Next Thing Magazine


12 DONNE PARAPLEGICHE NUDE, UNICO VELO LA SEDIA A ROTELLE,

PER IL MANIFESTO - CALENDARIO “ANGELI SENZA ALI”

Ogni 50 morti per incidenti stradali la società deve accogliere 1 traumatizzato spinale di cui pochi si ricordano e nessuno parla.

In Italia oggi la lesione spinale acuta, causata da incidenti stradali, infortuni sul lavoro o in ambito sportivo o domestico ha un’incidenza di 1,5 ogni 100.000 abitanti. A livello nazionale, quindi, ci sono 800 nuovi lesionati acuti da trauma ogni anno. Tenendo conto di quelle provocate da causa medica, quindi non traumatica, pari al 20/25% delle traumatiche, in Italia bisogna assistere ogni anno circa 1.000 nuovi lesionati spinali acuti.

Da qui nasce il messaggio di grido di 12 donne para/tetraplegiche che, ricacciando indietro le lacrime dagli occhi, hanno voluto fare da portavoce dei traumatizzati spinali oggi presenti in Italia, decidendo di posare nude per il manifesto - calendario.

Queste considerazioni hanno indotto Loredana, presidente dell’associazione "ANGELI SENZA ALI", Associazione Italiana Traumatizzati Spinali-ONLUS, a chiedere l’aiuto di un’amica sostenitrice, l’attrice Dalila Di Lazzaro che, conoscendo Gianfranco Angelico Benvenuto, pubblicitario e fotografo creativo noto per aver creato un vero fenomeno di costume in tutta Europa, con campagne pubblicitarie in cui È protagonista la gente comune, lo ha coinvolto nell’iniziativa benefica-divulgativa. Ha detto Dalila Di Lazzaro:”Forse questa volta vedremo realizzare i vostri sogni … Starà a voi crederci e a noi aiutarvi”.

E per dar corpo a questo, colme di speranza, sono giunte nello studio fotografico di Benvenuto, a Udine, da tutt’Italia, sottoponendosi anche a due giorni di viaggio in automobile, sia per l’andata che per il ritorno. Pronte a prendersi persino gli insulti, si sono messe a nudo non per esibizionismo, ma per mettere a nudo il dramma della para/tetraplegia.

Hanno posato per 12 foto scioccanti, crude ma poetiche, con la costante, inquietante presenza della sedia a rotelle. “Sedia a rotelle” chiarisce Benvenuto, “che non puÚ essere tolta dal fotografo ma solo dalla ricerca” e ribadisce: “da parte mia posso solo tentare di togliere l’inconscia benda mentale a molti di noi”.

Le dodici immagini, ideate e realizzate dal fotografo, scandiscono i mesi del calendario 2003. Ripercorrono il dramma, i sogni e le speranze di ogni persona immobilizzata a causa di lesioni alla spina dorsale. I volti, perciÚ, sono tanti, ma il dramma rimane uno e nella sequenza che idealmente unisce i diversi scenari, si va dalla cecità, non si sa quanto voluta, di gran parte della gente davanti ad un paraplegico, all’agognato risveglio dall’incubo. Tutto questo, perÚ, passa attraverso altri sogni e incubi che comprendono, rispettivamente, il desiderio della maternità o di una vita comunque normale; oppure il terrore di un’esistenza allo stato vegetale o incatenata ad una sedia a rotelle. Nel mezzo, c’Ë tuttora quella palude di promesse, dove rimane impantanata una ricerca cui spesso viene di fatto impedito di avanzare. In questo percorso, come ogni essere umano davanti alla sofferenza, il paraplegico Ë nudo e indifeso, in balia del proprio dolore.

In prima fila il presidente, la luminosa Loredana di Trento, sulla sedia a rotelle da 26 anni: “Non abbiamo voluto fare foto sexy, ma di denuncia, rompere il ghiaccio del silenzio”. Gli altri Angeli Senza Ali: Marianna di Bisceglie (BA): “Noi ci mettiamo l’orgoglio, l’entusiasmo e un atteggiamento positivo… la società dovrà consentirci di ritrovare la dignità di una vita vera”; Daniela di Treviglio (BG): “Per farci vedere da chi non ci vuol vedere, saremo obbligate a scendere in piazza con almeno trecento sedie a rotelle”; Simona di Brindisi; Lucia di Rogno (BG): “Sogno sempre una rivincita”; Lisa di Varcaturo (Na); Anna di Padova: “Quando credo in una cosa lotto fino alla fine”; Patrizia di Vallata (Avellino): “Se vedere me o qualcun altro su una sedia a rotelle vi sembra un’ingiustizia, non limitatevi a pensarlo ma agite: migliorerete anche la vostra vita”; Tina di ForlÏ: “L’incidente mi ha colpito fisicamente ma non mi ha tolto l’energia per continuare a credere nella vita”; Vanessa di Messina; Antonella di Pontelungo-Ramini (PI): “Insieme… forse presto torneremo a “vivere il mondo” camminando e non da seduti”.

L’iniziativa Ë opera di "ANGELI SENZA ALI", Associazione Italiana Traumatizzati Spinali-ONLUS con sede a Trento, composta da 6.500 ex pazienti dell’ex Centro Ospedaliero Pubblico di Montecatone-Imola, che esisteva in Italia sino al 1999. Dopo, la trasformazione di gestione da pubblico, a pubblico-privato, ha cancellato l’unico Centro Spinale di riferimento per l’Italia, ed ha cancellato anche l’unico punto di riferimento per la ricerca a livello Nazionale ed Internazionale. Di questo ex Centro, si ricorda l’appassionata direzione della professoressa e ricercatrice Maria Antonietta Vannini, affiancata da tutti i padri della ricerca, come il prof. Brunelli, prof. Rabisong, prof. Formica, prof. Harms, ed altri. Il desiderio espresso dalla professoressa, come reazione alla chiusura di Montecatone, Ë stato: “Prima di morire, voglio vedere queste ragazze in piedi”.

Da qui nasce “Idea Progetto”, promossa dall’Associazione "ANGELI SENZA ALI" per un nuovo Unico Centro Spinale Nazionale, per un Unico Centro di Studio e Ricerca in Rete Nazionale Europea e Internazionale, per una Riabilitazione e Rieducazione Post Operatoria Regionale (RIEDUCAZIONE NEUROMOTORIA, RIEDUCAZIONE VISCERALE, ORTESI-PROTESI, CHIRURGIA RIABILITATIVA, CHIRURGIA RIPARATIVA) e per una disponibilità di posti letto a disposizione dei famigliari che assistono i traumatizzati ricoverati.

“Lo spirito che ci guida Ë frutto di esperienza diretta dei nostri soci che sono la testimonianza reale del dramma della para/tetraplegia, la quale non Ë solo paralisi delle gambe e delle braccia, ma comporta insopportabili dolori, incontinenza, piaghe da decubito ed un’obbligata rinuncia ad una vita vera”, afferma il Presidente dell’Associazione Loredana Casagranda, promotrice e sostenitrice del Progetto. E continua: “La verità, la realtà, Ë da molti ignorata e da molti altri trascurata; se potessimo far convergere in un’unica “oasi di lavoro” tutte le ricerche e gli studi dedicati alle lesioni spinali, il nostro destino potrebbe cambiare. La nostra associazione Ë nata per questo scopo, con questa missione. La maggior parte di noi, nella sfortuna della vita, riconosce la fortuna di essere stati curati nella vecchia struttura di Montecatone, dove non c’Ë mai stato il “lavaggio psicologico del cervello,”dove siamo stati aiutati a non rinunciare a lottare, a sudare e a sputare sangue per raggiungere rieducazione in piedi ed una tecnica del cammino che ci protegge da tutte le complicanze che la perenne “seduta” determina: piaghe, muscoli rattrappiti, piedi deformati da mancato utilizzo, lussazioni, decalcificazioni tanto gravi da provocare fratture col semplice gesto di infilarsi un calzino”.

E conclude dicendo: “Il calendario vuole essere uno specchio della nostra realtà, un messaggio diretto, una richiesta di aiuto per consentirci di non rinunciare a vivere una vita vera, a riconquistare un’indipendenza, a entrare nel mondo del lavoro, a formare una famiglia e ad avere dei figli”.


“ANGELI SEZA ALI” Associazione Italiana Traumatizzati Spinali – ONLUS Trento

Ufficio stampa: G.A.Benvenuto – Udine
tel. 0432 204706 335 5307371 fax 0432 204750
e-mail info@benvenutoedit.com



I diritti delle foto sono di esclusiva proprietà di Gianfranco Angelico Benvenuto ©



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Segnalato da TNT Staff | | data: 2009-01-20 8:35:59



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Friday, July 30, 2010


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