Vento di Sardegna Open 50 Andrea Mura

In andatura di bolina la deriva, lo sa qualsiasi velista, è una componente fondamentale per permettere alla barca a vela di risalire il vento, senza, la barca scarroccerebbe, procederebbe di lato. Sopra una certa dimensione, con il proprio peso, concorre al raddrizzamento.

Per aumentare la componente raddrizzamento su certe barche, particolarmente invelate, è prevista una kanting keel, una chiglia basculante che viene spostata sopravento per aumentare la componente raddrizzamento.

Quando la chiglia basculante è sopravento però viene in parte a mancare la portanza necessaria a contrastare lo scarroccio, per ovviare vengono aggiunti dei canard, delle appendici retrattili che permettono alla barca di risalire il vento.

Questa lunga premessa per dire che Automobili Lamborghini, in qualità di partner tecnologico di Vento Sardegna di Andrea Mura, ha progettato e realizzato un canard interamente in fibra di carbonio che ha contribuito alla vittoria del velista sardo alla Two Handed Transatlantic Race (Twostar) 2012.

L’equipaggio guidato dallo skipper Andrea Mura, insieme al co-skipper Riccardo Apolloni – primi italiani a trionfare nella competizione – ha vinto quella regata transatlantica stabilendo un nuovo record di velocità, arrivando a Newport (USA), dopo essere partito da Plymouth (Regno Unito), percorrendo 2.786 miglia in soli 13 giorni, 12 ore e 47 minuti, migliorando il precedente di ben 1 giorno, 11 ore e 44 minuti.

Il canard ha una larghezza di 60 cm e una lunghezza di 3 m ed è stato costruito come singolo pezzo con anime interne, per incrementare le caratteristiche torsionali. Può sopportare un carico di 3.500 kg sebbene pesi solamente 28 kg, ossia 12 kg in meno rispetto a soluzioni più conservative.

Andrea Mura, skipper di Vento di Sardegna, commenta la partnership con Lamborghini:

Abbiamo scelto di affidarci a Lamborghini per la costruzione del canard perché nel passato ci siamo confrontati sul potenziale del carbonio nella nautica e mi sono convinto che con le loro esperienze tecnologiche potevano dare un contributo prezioso e innovativo al nostro progetto velico. In Lamborghini hanno sempre lavorato per prestazione e affidabilità, come noi. La barca progettata dallo studio Felci Yacht nel 1997, prevedeva un solo canard centrale. Abbiamo scelto di continuare su questa via per ragioni di tempi e costi invece di realizzare due daggerboard completi di scassa passante. Questa soluzione ci ha permesso di ripristinare quanto previsto dallo studio Felci con maggior semplicità e sicurezza per una regata prevista storicamente contro vento come la Twostar. La sua mobilità verticale, grazie anche alla struttura metallica basculante progettata sempre da Felci e realizzata alla Termomeccanica a Cagliari e le finitura esterna con smalto nero Attiva, lo ha reso perfetto in bolina in ogni condizione meteo e ci ha aiutato a stringere il vento fino a un angolo di 35° reali. Lo abbiamo testato all’uscita di Cap Lizard, in punta alla Cornovaglia, tra correnti bassifondi e onde molto ripide con frangenti e nell’oceano Atlantico del nord sino al 52° parallelo, la dove il mare è impervio. Il nuovo canard ha funzionato perfettamente ed è tuttora integro. È per me un onore essere stato il pioniere di un ‘pezzo in carbonio custom’ nautico mai realizzato prima d’ora dalla leggendaria casa automobilistica. Spero che questa fruttuosa collaborazione giocata con una bella squadra tra Lamborghini, lo studio Felci e le nostre richieste, prosegua con i migliori auspici.

Lamborghini è l’unica casa automobilistica a sviluppare una monoscocca interamente in fibra di carbonio e oggi mette la propria esperienza a disposizione delle aziende che desiderano esplorare le numerose possibilità che queste tecnologie offrono.

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